Bolle e frigge – un lusso che ci si può permettere
Una bella sera d’estate, un posto particolare, un personaggio notevole, un menù curato, delizioso ed originale e una bottiglia di ottime bollicine. Il tutto ad un costo ragionevole. Tutto questo si trova a Rimini al Bolle e Frigge.

Il Bolle e Frigge è un ristorante che fin dal principio colpisce perché si può intuire da subito “la filosofia di base” che è quella di mettere a suo agio il cliente e di viziarlo un po’, con una buona cena e dell’ottimo vino. È un ottimo posto dove andare in coppia, ma piace anche a tutta la famiglia (l’ambientazione è quella di una nave), il personale è gentile e competente.
Il titolare è Giuseppe, un personaggio che mi sento di poter definire almeno singolare; è un omone con due occhi chiari che fiammeggiano entusiasti quando parla del suo concetto di ristorazione, che ha applicato davvero alla lettera, un concetto che è abbastanza visionario. Nel parlare di sé, si presenta come un commerciante di vino. La carta dei vini, in effetti, è molto originale, poco scontata, ci sono molte etichette di bollicine che non si trovano ovunque. Mancano perfino, per scelta, dei nomi che invece, in giro, si trovano spesso. Il costo delle bottiglie è abbordabile altrimenti, per dirla con Giuseppe, rischi di “alzarti e avere ancora sete” – ossia di non essere soddisfatto. Guardandoci intorno, colpisce che su ogni tavolo occupato ci sia una bottiglia di bollicine.

Noi ordiniamo una bottiglia di Oltrepò Pavese, Marchesi di Montalto Natura, 2010, 100% Pinot nero, Pas dosè, davvero spettacolare. Ceniamo con tartare di tonno, con pistacchi e salsa guacamole (la migliore che io abbia mai mangiato in vita mia!) e fritto di pesce con verdure. Giuseppe ci sorprende invitandoci ad assaggiare un originale, delizioso gelato di fiordilatte con liquirizia e olio EVO.
I piatti di pesce descritti nel menù sono invitanti e dovrebbero essere provati tutti, dal Carpaccio di ricciola al Fritto misto con verdure.
Così “ci vediamo costretti” a tornare una seconda volta, qualche sera dopo.

Insieme ad una bottiglia di Franciacorta Camossi ExtraBrut, vendemmia 2013, mangiamo il Carpaccio di ricciola – appunto!- e il Tonno Imbufalito – ossia una mozzarella di bufala ricoperta da una cascata di tonno freschissimo.
Abbiamo così l’occasione di assaggiare in anteprima il piatto per la notte rosa:

un Tris di Tartare – tonno, spada e ricciola – in riduzione di cocomero, davvero squisito.
È un posto dove si vuole tornare di sicuro, per la qualità dell’ospitalità, del cibo e delle bollicine. Con Giuseppe restiamo d’accordo di ritrovarci, quando, ad ottobre salirà in Trentino.

Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Esplorate. Sognate. Scoprite.
(Mark Twain)